Banner sculture della gratitudine a Palazzo Coppini

Un viaggio simbolico attraverso materiali, emozioni e culture

Tra le sale e i corridoi di Palazzo Coppini, sede della Fondazione Romualdo Del Bianco e cuore pulsante del “Museo della Gratitudine”, si sviluppa un percorso unico nel suo genere, fatto non solo di oggetti, ma di emozioni scolpite, volti, mani, forme che raccontano storie di amicizia, memoria e condivisione.

Sono le sculture a emergere con forza tra le oltre duemila opere donate da rappresentanti di più di 80 paesi del mondo. Statue in bronzo, marmo, ebano, legno: un intreccio di materiali e significati che restituiscono una narrazione universale fatta di simboli, spiritualità, arte e umanità.

 

L’Italia scolpita nei sentimenti: i busti di Dino De Ranieri

All’ingresso del palazzo, dodici busti in marmo accolgono il visitatore in un suggestivo dialogo silenzioso. Sono le opere di Dino De Ranieri, scultore toscano di Pietrasanta, esponente di una storica famiglia di artisti, che ha dedicato questa serie alla rappresentazione dei sentimenti universali dell’essere umano. Le statue interpretano stati d’animo che vanno dalla vanità alla gloria, dalla follia al coraggio, passando per personaggi mitici e letterari come Don Chisciotte, Savonarola, Icaro, Ercole.

Ogni busto è accompagnato da una frase evocativa, frutto della collaborazione con Maurizio Bossi, e contribuisce a creare un racconto emotivo che, pur nella sua classicità, parla una lingua immediatamente comprensibile in ogni cultura. Esposti per la prima volta in Russia nel 2007 e successivamente a Saratov nel 2008, i busti sono oggi parte integrante del percorso museale di Palazzo Coppini, testimoniando come l’arte possa unire linguaggi e popoli.

Accanto a queste opere, nella sala “Be Part of History”, si trova un’altra scultura italiana degna di nota: la Consolle in marmo, anch’essa firmata da De Ranieri, che accoglie i visitatori come elemento di passaggio tra l’ingresso e la narrazione museale. Non solo arte decorativa, ma simbolo di ospitalità e apertura, coerente con lo spirito del museo.

 

Polonia: mani che si tendono e memoria scolpita

Un altro nucleo centrale è rappresentato dalle sculture in bronzo provenienti dalla Polonia, tra cui spiccano le opere del maestro Stefan Dousa, artista e docente polacco noto per i suoi monumenti pubblici. A Palazzo Coppini è conservato il modello in bronzo del suo monumento alle vittime del comunismo nel cimitero Rakowicki di Cracovia: una croce sorretta da cinque mani, potente simbolo di sofferenza e resilienza.

Altre opere dello stesso autore arricchiscono la collezione: due mani a grandezza naturale che si cercano attraverso aste metalliche; una scultura rotonda da parete in bronzo con volti e mani che sorreggono una guaina di grano; una scena con colombe in volo attorno alla cupola di Firenze, simbolo di pace universale. Opere che esprimono l’essenza stessa della missione della Fondazione Del Bianco: promuovere l’incontro tra i popoli attraverso l’arte e il dialogo.

 

Camerun: l’ebano come linguaggio simbolico

Dall’Africa centrale giungono opere intense e radicate nella tradizione: le sculture in ebano del Camerun, donate nel 2022 dal sindaco della città di Bertoua, Jean Marie Sodea Dimbélé, sono composte da un elefante rivolto verso l’ingresso – portafortuna nella cultura camerunese –, una coppia con bambino e due zanne d’elefante. Un insieme che simboleggia forza, famiglia, unità.

Queste statue, sebbene nate da una cultura distante geograficamente e stilisticamente da quelle europee, trovano a Palazzo Coppini un contesto fertile di dialogo e confronto, generando connessioni interculturali che arricchiscono l’esperienza del visitatore e rafforzano il messaggio globale del museo.

Dalle sculture in marmo e bronzo fino ai manufatti rituali, ogni pezzo esposto a Palazzo Coppini è parte di un racconto collettivo costruito grazie alla gratitudine di chi ha scelto di donare. Un museo che non si limita a conservare, ma che invita a partecipare, a riconoscersi, a essere parte della storia.